“Cyclic II” è stata concepita per la mostra “Cyclicspace”, una vetrina che ha presentato 10 sculture incentrate sullo stesso tema. In quest’opera, Mariko Mori esplora le forme del nastro di Möbius per illustrare la teoria dell’universo ekpyrotico, la quale postula una forma ciclica di esistenza, fatta di morti e rinascite in un ciclo infinito ed eterno.
“Cyclic II” è un’indagine sull’interconnessione di tutte le cose, un concetto fondamentale del Buddismo Zen al quale Mariko attinge sia concettualmente che figurativamente nelle sue opere.














